Paper Negative: Dalla Ripresa alla Stampa Finale - Guida Completa
Alcuni negativi su carta fotografica Ilford Rc Paper
Indice dei contenuti
Cos'è un Paper Negative (o Negativo su Carta)
La prima volta che ho sviluppato in camera oscura un negativo di carta sono rimasto stupefatto dal risultato e dalla facilità con la quale ero in grado di esporre una fotografia. Ho costruito la mia prima Pinhole Camera nemmeno un anno fa e da allora ne sono follemente innamorato.
La fotografia analogica è tante cose, possiamo ottenere un negativo alla massima risoluzione possibile, oppure aspettare 8 ore che un foglietto di carta catturi un’immagine che è al tempo stesso “leggermente fuori fuoco” (se usiamo un foro al posto della lente) e con una morbidezza tonale tipica delle fotografie del periodo Pittorialista.
George Davison, "The Onion Field" (1890). Questa è l'immagine importantissima: scattata senza obiettivo ma con un foro stenopeico (Pinhole), vinse la medaglia d'oro della Photographic Society di Londra, dimostrando al mondo, in un epoca di rincorse tecnologiche, che l'atmosfera contava più della nitidezza…
Ma che cos’è un Negativo di Carta?
La carta da stampa ai sali d’argento è un supporto sensibile alla luce, e nonostante siamo abituati (giustamente) a usarla, e a pensarla, come supporto per la stampa finale in camera oscura, possiamo anche usarla come valido sostituto del negativo. E ci sono molte ragioni per scegliere questo supporto.
In questo articolo scopriremo tutto (o quasi) sui negativi di carta, partiamo!
Esposizione notturna e prime luci dell’alba - interno casa - Pinhole Camera Scatola Apple TV Test- Negativo su carta sviluppato in bacinella e invertito digitalmente
Ma perché scegliere un negativo di carta al posto della pellicola tradizionale bianco e nero?
Ecco ben 6 motivi per farlo:
Il Costo (ovvero: La Libertà di Sbagliare). La carta costa una frazione della pellicola piana. Ma il vero vantaggio non è nel portafoglio, è nella mente: quando uno scatto costa 30 centesimi invece di 3 euro, svanisce la paura dell'errore. E quando svanisce la paura, inizia la sperimentazione. È il modo più accessibile per fare "educazione visiva" pratica senza freni.
La "Verità" del Contatto Diretto. C'è qualcosa di speciale nel tenere in mano un negativo 18x24cm o 4x5". Non è un francobollo da ingrandire, è un oggetto fisico con una sua presenza. La stampa a contatto che ne deriva ha una nitidezza e una “verità” che nessun ingrandimento potrà mai replicare. È un ritorno alla fotografia come oggetto tangibile, lento e focalizzato al singolo scatto.
Unicità dei Toni (Il Mondo Ortocromatico). La carta fotografica è "cieca" al rosso (ortocromatica). Questo significa che vede il mondo in modo diverso dai nostri occhi e dalla pellicola pancromatica (se scattiamo senza filtri): la pelle diventa più scura e strutturata, i cieli blu diventano bianchi latte, le labbra nere. Regala ai ritratti e ai paesaggi un'atmosfera antica, drammatica, quasi onirica, che ci costringe a "vedere" la luce e non solo il soggetto.
La Velocità dello Sviluppo a Vista. Dimentica i tempi di sviluppo standardizzati e le tank chiuse. Con i Negativi di Carta lo sviluppo avviene in bacinella, sotto i tuoi occhi. E i tempi di sviluppo li decidi tu (vedremo più avanti come). Vedi l'immagine emergere dalla carta bianca in pochi secondi. Puoi decidere tu quando fermarla, quando il contrasto è giusto, quando le ombre sono come le volevi.
La Gestione in Luce Rossa (Semplicità e Adattamento). Questo è il fattore che cambia le regole del gioco. Non serve il buio totale per caricare gli chassis o tagliare la carta. Puoi farlo comodamente in luce rossa. Questo significa che puoi ritagliare la carta per adattarla a qualsiasi macchina fotografica: da un banco ottico 8x10 a una vecchia scatola di biscotti trasformata in pinhole, fino a una medio formato vintage.
Iso Bassissimi. I fogli di carta hanno un iso intorno a 4. Questo significa che l’esposizione sarà di secondi, non decimi di secondo. E’ un limite, ma anche una caratteristica unica che ci insegnerà molto sulle lunghe esposizioni!
Stampa a contatto da negativo su carta 4×5
Formati e Applicazioni Pratiche
Prima che la celluloide diventasse lo standard, la carta era il supporto principe. William Henry Fox Talbot, con i suoi Calotipi, trovò un modo per fissare le "ombre" della realtà. Usare la carta oggi significa dialogare con quella stessa tradizione ma con la facilità delle chimiche moderne.
Ma dove possiamo, in concreto, spingere questa tecnica? Ecco due strade maestre dove il Paper Negative dà il meglio di sé.
Il Matrimonio Perfetto: Pinhole e Carta Fotografica
Alcune Pinhole Camera auto-costruite
Esposizione di una Pinhole 4×5 in montagna
Se c'è un ambito dove la carta vince su tutto, è la fotografia stenopeica (Pinhole Photography). Sembrano fatti l'uno per l'altra. Perché? È una questione di tempi e gestione della luce.
Il vero contrasto della carta: Scattando con una Pinhole camera fruttiamo a nostro vantaggio l'alto contrasto naturale della carta che compenserà la morbidezza intrinseca del foro stenopeico, creando immagini che hanno un sapore onirico ma graficamente potente. Questo è uno dei motivi per cui adoro la fotografia Stenopeica.
La lentezza come virtù: Le pellicole moderne sono spesso troppo veloci per la pratica pinhole (anche se possono apportarne dei vantaggi soprattutto nel piccolo formato). La carta, con i suoi ISO bassissimi (tra 3 e 6), ci regala tempi di esposizione più "naturali" (spesso minuti interi). Questo ci permette di vivere lo scatto con calma, trasformando l'esposizione in un momento di contemplazione, immaginando quello che sarà il risultato finale.
Formati personalizzati: Come abbiamo visto parlando di camere oscure fai-da-te, l'ingegno è parte del “gioco”. La carta può essere tagliata sotto la luce di sicurezza per adattarsi a qualsiasi contenitore: una scatola di scarpe, una latta di caffè (vedi una di quelle che ho costruito), o una camera costruita su misura.
La "Palestra" del Grande Formato (4x5 e 8x10)
Per chi vuole avvicinarsi al Grande Formato, il Paper Negative è il miglior insegnante possibile. Spesso si ha paura di sbagliare con il banco ottico, perché ogni errore costa caro (letteralmente). Ma come dicevamo, la tecnica si impara sperimentando, e la creatività ha bisogno di leggerezza e di concederci di “sbagliare”.
Imparare i movimenti: Vuoi capire davvero come funziona il basculaggio o il decentramento? Fallo su carta. Puoi scattare 10 foto di prova per capire la profondità di campo spendendo meno di un caffè.
Caricamento senza stress: Caricare gli chassis 4x5 al buio completo è ansiogeno le prime volte. Caricarli con la carta, vedendo quello che fai grazie alla luce rossa, ti permette di prendere confidenza con l'attrezzatura meccanica senza il terrore di velare tutto.
La Trama della Natura: La carta "legge" i verdi e le ombre in modo profondo. Le rocce, gli alberi e il fogliame assumono una consistenza materica, pesante, che ricorda le incisioni antiche o i primi calotipi di Fox Talbot. Non stai catturando una fotografia perfetta, stai catturando la il tempo e la luce in maniera unica.
Esposizione: Caricare e Fotografare su Carta
Caricamento di un negativo di carta in un barattolo Illy trasformato in una Pinhole Camera
Caricare un negativo di carta è semplicissimo, soprattutto perché possiamo scegliere il formato (tagliando fogli di carta più grandi o usando fogli di dimensione ideale). Non siamo costretti ad adattare un formato alla camera, ma con i negativi di carta è esattamente il contrario.
Ma come esponiamo la carta una volta caricata?
Le regole di esposizione per i negativi di carta sono meno rigide che per la pellicola. Anzi, se vogliamo, possiamo sperimentare ed effettuare esposizioni di giorni, mesi o addirittura anni!
Ma dobbiamo comunque scegliere quale strada vogliamo intraprendere, o finiremo per non avere idea di cosa stiamo facendo (e di quello che potremmo ottenere).
A seconda della macchina fotografica e dell’obiettivo (o foro) che stiamo usando per esporre, ci troveremo a fare i conti con diaframmi che possono arrivare anche a F300, quindi ci serve un modo per poter usare il nostro esposimetro (che non arriverà sopra gli F64 nel migliore dei casi).
A tale scopo online ci sono diversi strumenti per adattare le misure di esposizione standard a quelle della fotografia con diaframmi chiusissimi, uno di questi è il sito di mrpinhole.com
Una tabella di esposizione creata sul sito di MrPinhole
Come trovare l’Esposizione corretta:
L’argomento dei tempi è molto specifico e per questo non lo affronteremo completamente oggi, ma ecco come funziona un esempio pratico:
Impostiamo l’esposimetro sugli ISO del foglio che stiamo usando (ad esempio 4 iso)
Prendiamo l’esposizione a F16
Convertiamo questa misura con una tabella di esposizione per il diaframma che ci serve
Esponiamo ai tempi corretti
Le Solarigrafie: L’attesa Assoluta
Un esempio di solarigrafia - 6 mesi di esposizione
Se il Paper Negative ci insegna la lentezza, la solarigrafia ci insegna l'attesa assoluta. Con questa tecnica spingiamo la carta fotografica oltre ogni limite immaginabile: esposizioni non di secondi, ma di mesi, se non addirittura di un anno intero. Inserendo un foglio di carta in una semplice pinhole camera lasciata fissa a osservare il cielo, non catturiamo un istante, ma l'intero viaggio del sole attraverso le stagioni.
La luce è così intensa e prolungata che l'immagine spesso emerge per "annerimento diretto", senza nemmeno bisogno di sviluppo chimico tradizionale, imprimendo fisicamente le scie degli archi solari sull'emulsione.
È la forma più estrema di fotografia: un singolo scatto che comprime il tempo, trasformando l'invisibile scorrere dei giorni in una traccia grafica indelebile e materica.
Sviluppo del Negativo su Carta
Come sviluppare un negativo di carta in camera oscura - negativo di carta RC formato 4×5
Il Negativo, una volta tolto dalla camera o dall’holder, è pronto per essere sviluppato come una carta da stampa tradizionale, ma con regole di diluizione e tempistiche diverse dal solito.
Abbiamo tra le mani un negativo, e come sapete, questo è il nostro “master”. Se roviniamo quello, non abbiamo backup. Dobbiamo quindi lavorarlo con una diluizione più alta del normale, esattamente come faremmo con un negativo: più alta è la diluizione, maggiore saranno i tempi di sviluppo e maggiore saranno i dettagli nelle ombre e nelle luci.
L’immagine latente viene sviluppata e si trasforma in un negativo di carta pronto per essere stampato
Come regola generale, e a seconda del rivelatore che avete partite con una diluizione per esempio di 1:20 o 1:30 sempre a 20 gradi.
Una volta immerso il negativo nella bacinella muoviamo in maniera costante e decisa fino alla comparsa delle prime ombre. A seconda di come abbiamo esposto l’immagine (abbastanza? troppo poco? troppo? ) capiremo con l’esperienza quanto possiamo aspettarci che si riveli completamente o parzialmente, ma se abbiamo fatto un lavoro corretto con l’esposizione dovremo scegliere quando è il momento “giusto” per passare allo STOP.
L’obiettivo è fare emergere abbastanza ombre (zone chiare) e luci (zone scure) senza esagerare. Se lasciassimo troppo il negativo nello sviluppo bruceremo le luci e le ombre (sempre a seconda di come abbiamo esposto).
Serve un po’ di esperienza e di occhio, ma troveremo presto i nostri tempi (solitamente intorno ai 3-5 minuti ).
Una volta sviluppato (stop e fix con tempi normali di stampa) il nostro negativo sarà pronto per essere asciugato. Usate acqua distillata come ultimo risciacquo (o con uno spruzzino) prima di appendere o appoggiare ad asciugare i vostri fogli.
Dalla Carta Negativa alla Stampa Finale
Stampa Fine Art da negativo di carta 24×30 - esposizione 7 ore - stampa a contatto + viraggio al selenio
Il negativo su carta ama essere stampato a contatto, soprattutto se è di grandi dimensioni, ma è anche possibile, con tecniche particolari, ingrandirlo tramite ingranditore fotografico (una volta esisteva una carta apposta ma oggi giorno è purtroppo introvabile) oppure farne una fotografia (una copia) su pellicola ad alta risoluzione per poter essere ingrandita e stampata normalmente.
La Stampa a Contatto: L’intimità del rapporto 1:1
Edward Weston durante una dimostrazione di una stampa a contatto da negativo 8×10
Se la fase di scatto con il Negativo di Carta è un esercizio di lentezza e meditazione, la fase di stampa è il momento della verità. E qui, la strada maestra non passa per l’ingranditore, ma per la tecnica più antica e diretta che esista: la stampa a contatto.
C’è qualcosa di profondamente educativo nel stampare a contatto . Non ci sono lenti a mediare, non c’è manipolazione (anche se è possibile). C’è solo la luce che passa attraverso il tuo negativo di carta per imprimersi su un nuovo foglio vergine. È un rapporto fisico, 1 a 1, tra il negativo e l’opera finita.
Come funziona (e perché è diverso dalla pellicola)
Mentre con la pellicola cerchiamo spesso la nitidezza assoluta, con il negativo su carta entriamo nel mondo della materia. Poiché il supporto non è trasparente ma fatto di fibre di carta, quando lo posizioniamo "emulsione contro emulsione" sopra la carta da stampa (il classico "panino" sotto un vetro pesante, lo stesso procedimento che usiamo per i provini a contatto delle pellicole), la luce deve attraversare la trama stessa del foglio.
Il risultato? Non otterrai mai una copia clinica. La texture della carta del negativo si fonderà con l'immagine, ammorbidendo i contorni e aggiungendo una sorta di "grana" organica che rende ogni stampa unica, quasi come un disegno a carboncino o una litografia.
Un’immagine presa da un video del Corso di Stampa Analogica, in cui è presente una parte sui Provini a Contatto
La tecnica della stampa a contatto in breve:
Il Panino: Al buio (o in luce rossa), posiziona la carta vergine con l'emulsione verso l'alto. A questo punto appoggiaci sopra il tuo Paper Negative (asciutto!) con l'immagine rivolta verso il basso. Emulsione contro emulsione.
La Pressione: Usa una lastra di vetro pulita e pesante (o una cornice pressa-contatti come quella che uso della Paterson) per garantire che i due fogli siano perfettamente aderenti. Se c'è aria tra i due, perderai nitidezza.
L'Esposizione: Qui serve molta luce. La carta frena i raggi luminosi, quindi i tempi di esposizione saranno più lunghi rispetto a un provino a contatto da pellicola.
Lo Sviluppo: Qua svilupperemo la carta con le diluizioni e i tempi della stampa tradizionale. Immergi la carta, vedrai l'immagine invertirsi di nuovo: i neri del tuo negativo si tramuteranno nelle zone chiare dell'immagine, e quelle chiare si trasformeranno in zone scure.
Edward Weston diceva che la stampa deve contenere l'intenzione dell'autore . Con la stampa a contatto l'intenzione è chiara: non stiamo cercando di modificare il mezzo fotografico, stiamo celebrando l’essenza stessa della luce! È un oggetto fisico, tangibile, imperfetto e per questo incredibilmente reale.
Una Menzione Speciale: La Magia della Carta "Direct Positive"
Un’immagine dal Pdf “Technical Information Harman Direct Positive Paper – Fb Glossy”
Mentre parliamo di negativi su carta, non possiamo dimenticare un'eccezione straordinaria che merita un posto a parte nella borsa di ogni sperimentatore: la carta Harman Direct Positive (scarica il pdf con tutte le informazioni sul suo utilizzo).
Se il Paper Negative è un viaggio in due tappe (scatto del negativo + stampa del positivo), questa carta è un teletrasporto. Come suggerisce il nome, funziona in modo inverso rispetto alla carta tradizionale: dove la colpisce la luce diventa bianca, dove non la colpisce rimane nera. Il risultato? Una volta sviluppata in bacinella (con la chimica standard!), non otterrai un negativo da invertire, ma direttamente un’immagine positiva pronta all'uso.
Perché dovresti provarla?
L'Unicità Assoluta: Ogni foglio esposto diventa un pezzo unico, non riproducibile. Non esiste un negativo da cui tirare altre copie (ma se la fotografi puoi riprodurre un negativo….) Quella stampa è l'originale ed è sola al mondo, proprio come un dagherrotipo dell'800 o una Polaroid.
La Sfida Tecnica: Ha un contrasto altissimo e una latitudine di posa molto stretta. Sbagliare l'esposizione anche solo di mezzo stop significa spesso trovarsi con un foglio completamente inutilizzabile. Ma è proprio questa difficoltà che ci costringe a essere precisi e a "leggere" la luce con attenzione maniacale.
L'Estetica: Quando azzecchi l'esposizione, ripaga con dei neri profondissimi e una lucidità quasi metallica che crea dipendenza.
È ancora una carta ortocromatica (quindi si gestisce tranquillamente sotto la luce rossa), ed è perfetta per la fotografia Pinhole se cerchi la gratificazione di avere l'opera finita appena uscita dal fissaggio.
Caratteristiche Estetiche e Risultati dei Negativi su Carta
La carta fotografica non è come la pellicola che siamo abituati a usare. La carta "vede" il mondo in modo differente, più netto, più estremo. Ecco Tre caratteristiche riassuntive del suo "look":
Stampa a contatto da negativo su carta 4×5 - Laghetto di origine meteroritica - Abruzzo
La Visione Ortocromatica: La maggior parte delle carte da stampa (come le Fomaspeed o le Ilford Multigrade) sono ortocromatiche, cioè cieche al rosso. Questo è il grande vantaggio che siamo abituati ad usare in camera oscura usando la luce rossa. Ma questo significa anche che i cieli azzurri diventeranno bianchi (o grigio chiarissimo), mentre la pelle nei ritratti risulterà più scura e strutturata. È un'estetica che ci riporta dritti al 1800, evocando la forza (ma anche la delicatezza) dei primi pionieri della fotografia.
Le Lunghe Esposizioni: Questa necessità porta la fotografia su carta ad avere un estetica particolare. La camera leggerà il movimento della luce e “dipingerà” la scena in maniera difficile da prevedere. Siamo in un territorio che, se usato con intelligenza, può portarci a stampe davvero particolari, delicate, sfumate ma con zone intense e tridimensionali.
La Materia: Se stampiamo a contatto (come abbiamo visto), la trama della fibra della carta diventerà parte integrante dell'immagine. Non avremo la nitidezza di un negativo esposto dopo un obiettivo, ma un'immagine più "sporca", viva, che sembra quasi un disegno a carboncino, e questo dipende anche dalle carte usate!
Costi, Materiali e Considerazioni Pratiche
Il fattore economico (ovvero: la libertà di sbagliare)
Scattare un negativo 4x5 su pellicola oggi costa tra i 2 e i 3 euro a scatto. Scattarlo su carta, ritagliando un foglio 18x24 o usando carta 10x15, costa circa 30 o 40 centesimi. La differenza è grande, ma il vero vantaggio è anche psicologico: quando lo scatto costa poco, possiamo permetterci di sbagliare senza ansie. E quando svanisce la paura, inizia la vera sperimentazione.
Possiamo permetterci di fare tre esposizioni diverse per capire la luce, possiamo giocare, possiamo osare. È la palestra perfetta per chi vuole imparare a gestire l'esposizione e lo sviluppo senza l'ansia di svuotare il portafoglio .
La comodità della Luce Rossa
C'è un altro vantaggio pratico enorme, specialmente per chi ha allestito la propria camera oscura in spazi ristretti come un bagno o un ripostiglio : la carta si maneggia in luce di sicurezza. Non serve il buio totale per caricare gli chassis o la nostra Pinhole. Puoi tagliare la carta su misura per adattarla a vecchie macchine fotografiche o a camere autocostruite vedendo esattamente quello che fai. Questo rende tutto il processo meno intimidatorio e molto più accessibile.
Cosa ti serve per iniziare:
Carta Fotografica: Una scatola di carta (Fomaspeed 311 o Ilford Multigrade RC vanno benissimo).
La Macchina: Qualsiasi cosa che possa tenere la carta ferma al buio (dal Banco Ottico a una scatola di scarpe o alla nostra Medio Formato se capiamo come metterci un foglio al posto della pellicola).
Chimica: Sviluppo e Fissaggio standard per carta (il processo è identico alla stampa tradizionale) .
Luce Rossa: Fondamentale per lavorare a vista.
Siamo arrivati alla fine di questo articolo, grazie per essere arrivato fino alla fine!