Kodak rilancia T-Max e Portra con nuovi nomi: Ektapan ed Ektacolor Pro

KODAK EKTAPAN P3200 rebrand

KODAK EKTAPAN P3200 sample image

Eastman Kodak ha annunciato a marzo 2026 sei nuove pellicole professionali, divise in due famiglie: Ektapan per il bianco e nero (ISO 100, 400 e P3200) ed Ektacolor Pro per il colore (ISO 160, 400 e 800). I nomi sono nuovi, le emulsioni no: si tratta delle T-Max e delle Portra, fino ad oggi distribuite da Kodak Alaris, ora riportate sotto il controllo diretto di Eastman Kodak.

Per capire perché i nomi siano cambiati occorre un passo indietro. Nel 2012 Eastman Kodak è passata attraverso la bancarotta, cedendo la distribuzione e il branding delle pellicole a una nuova entità, Kodak Alaris. Eastman Kodak continuava a produrre la pellicola a Rochester, ma i nomi Portra, T-Max e Tri-X erano gestiti da altri. Dal settembre 2025 Eastman Kodak ha avviato il processo di riacquisto della distribuzione diretta: non potendo ancora usare i vecchi nomi, ha recuperato dall'archivio storico aziendale denominazioni vintage. Ektapan era effettivamente il nome di una pellicola B&N Kodak, discontinuata intorno al 2002. Ora torna su scatole con un packaging ispirato agli anni '80, ma dentro c'è la T-Grain di sempre.

nuova linea Kodak pellicole Ektapan

I prezzi al lancio negli USA sono allineati agli equivalenti Alaris: Ektapan parte da circa $10,99 a rullino, Ektacolor Pro da $16,99, con uno scarto minimo rispetto alle Portra recenti che avevano subito aumenti costanti negli ultimi anni.

Disponibilità in Europa: ancora nessuna data ufficiale. Chi le ha trovate tramite importatori locali le ha pagate circa il 10% in più rispetto alle equivalenti Alaris, che restano comunque in commercio.

Una nota personale sulle T-Grain

Ektapan, come T-Max, utilizza l'emulsione T-Grain: cristalli d'argento tabulari e piatti che massimizzano la risoluzione e minimizzano la grana visibile. Per chi scansiona, sono pellicole eccellenti: dettaglio fino, scansioni pulite, file gestibili.

Per chi stampa in camera oscura il discorso è diverso, almeno per me. La grana T ha una struttura troppo uniforme e geometrica: manca di quel carattere irregolare che in stampa ottica diventa materia, presenza, qualcosa che si sente sulla carta. Preferisco emulsioni a grana convenzionale, dove la tridimensionalità è parte del risultato. Ovviamente è una questione personale.

Chi usa T-Max da anni sa già da che parte sta. Per chi si avvicina a queste pellicole, vale la pena tenerlo a mente prima di scegliere.

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